Il vaginismo indica la persistente o ricorrente difficoltà della donna a consentire l’introduzione nella propria vagina del pene, di un dito e/o di un oggetto, nonostante il fatto che lo desideri.

Spesso si associa a paura, involontaria contrazione dei muscoli pelvici e meccanismi di difesa (chiusura delle gambe, inarcamento della schiena, allontanamento con le mani).
Il vaginismo può essere primario (quindi essere presente da sempre) o secondario a un evento scatenante. Può inoltre essere generalizzato o contestuale, limitato a uno specifico partner o a una determinata situazione.
Può presentare diversi livelli di gravità:
I – spasmo dell’elevatore (muscolo del pavimento pelvico), che scompare con la rassicurazione
II – spasmo dell’elevatore, che persiste durante la visita ginecologica
III – spasmo dell’elevatore e sollevamento delle natiche a ogni tentativo di visita
IV – moderata ansia, spasmo dell’elevatore, inarcamento dorsale, adduzione delle cosce, difesa e retrazione
V – Ansia e difesa estreme: la paziente rifiuta la visita

È importante comprendere che queste situazioni vanno prese in carico sotto diversi aspetti: serve una diagnosi medica, una riabilitazione del pavimento pelvico e in parallelo un percorso con un sessuologo. Il percorso per la donna può essere molto sfidante, carico di emozioni e vissuti, ma i passi avanti sono tra i più gratificanti nel mondo della riabilitazione.
