Skin to skin – Il contatto pelle a pelle dopo la nascita

Subito dopo la nascita, in un parto spontaneo e fisiologico, il bimbo viene asciugato dall’ostetrica e posto sul petto della madre. Il cordone non viene tagliato finché non smette di pulsare: in questo modo ossigeno e nutrienti fondamentali danno una carica in più al bambino, come un ultimo regalo dalla placenta per la sua vita al di fuori dell’utero. Il neonato viene coperto con un telo termico, stando comunque bene attenti a mantenere un diretto contatto del bimbo con la pelle della mamma. Questo è lo “skin to skin”, ovvero il contatto pelle a pelle: un passaggio importante sia per la mamma che per il bambino. Entrambi infatti ne traggono dei vantaggi dal punto di vista della salute fisica, emotiva e relazionale.

skin to skin

Negli ultimi anni moltissimi studi hanno certificato il valore dello skin to skin per il benessere della madre, del neonato, e per uno sviluppo salutare della loro relazione. Per questo, quando possibile, ormai viene proposto in tutte le sale parto. La mamma lo coccola, lo “studia”, conta tutte le dita delle mani e dei piedini, gli parla, lo tiene stretto a sé e si innamora della creatura che ha messo al mondo. Il neonato pian piano muove la testa, seguendo anche la voce della mamma, e cerca il suo sguardo, trovando gli occhi della mamma per la prima volta. Questo aggancio di sguardi innamorati scatena il bonding (ovvero il “legame”), in cui si creano appunto le fondamenta della relazione madre-figlio.

Lo skin to skin offre anche altri benefici:

1. Aiuta a mantenere costanti le temperature: il neonato è abituato ad una temperatura media di 37° (condizione presente all’interno dell’utero). Quando nasce, lo sbalzo termico è tale da rendere indispensabile riscaldare il neonato. Il mezzo migliore per farlo è proprio adagiarlo sul petto nudo della madre, in modo che ci sia il contatto pelle a pelle. Il calore materno scalderà il bambino, permettendogli di mantenere la sua temperatura.

2. Produce meno pianto: il neonato si rende conto di essere assieme alla sua mamma, e per questo si tranquillizza. Subito dopo la nascita è vigile e attento a ciò che lo circonda; sapere di essere al sicuro lo calma e gli permette di prestare attenzione alle voci, agli odori e all’ambiente che lo circonda.

3. Causa il rilascio di ossitocina nella madre: un fattore molto importante. L’ossitocina è il cosiddetto “ormone dell’amore”, e viene rilasciato dall’ipofisi materna in situazioni di pace e di relazione. Il contatto diretto con ilbambino stimola la produzione di ossitocina, la quale va ad agire sull’utero e sul seno. Nel primo caso, lo aiuta a contrarsi prevenendo così l’emorragia post partum; nel secondo caso, prepara il seno all’eiezione del colostro (cioè il latte prodotto nei primissimi giorni).

4. Aumenta il successo dell’allattamento al seno sia immediato che a lungo termine: proprio grazie all’ossitocina, il seno si prepara da subito all’allattamento. Se con il contatto pelle a pelle favoriamo anche un attaccamento precoce del neonato al seno, questo ulteriore stimolo facilita la produzione del latte e la sua secrezione, avviando l’allattamento naturale.

5. Permette il Breast Crawl: si tratta della capacità del neonato di arrivare da solo al seno, attaccarsi ed iniziare la suzione. Il tutto completamente da solo, dopo averlo posto sul petto della madre. Il Breast Crawl è stato descritto per la prima volta nel 1987 in Svezia: i medici hanno osservato numerosi neonati che subito dopo il parto hanno beneficiato del contatto pelle a pelle, e da soli hanno deciso quando era il momento di fare la prima poppata. È stato provato che il neonato è in grado di capire dov’è il capezzolo della madre, aiutandosi anche con l’olfatto ed il gusto: infatti delle particolari ghiandole dell’areola mammaria producono un odore simile a quello del liquido amniotico, che attira il neonato e lo orienta, finché non riesce a raggiungere il seno e ad attaccarsi efficacemente.

Tutte queste meraviglie sembrano essere riservate per chi ha un parto naturale, ma non dobbiamo dimenticare che anche quando una donna viene sottoposta ad un taglio cesareo può fare il contatto pelle a pelle. Ovviamente i tempi sono diversi, ma nulla vieta che possano conoscersi anche loro con lo skin to skin. C’è la possibilità che anche il papà faccia il contatto pelle a pelle con il proprio bambino, magari mentre viene terminata la sutura del taglio cesareo. Deve solo mettersi in un angolino tranquillo e togliersi la maglietta.

Lo skin to skin è molto utile anche come terapia per i bimbi nati prematuri: questi hanno ancor più bisogno di contatto con la propria mamma. In questo caso si tratta di una vera e propria cura che prende il nome di Marsupioterapia (Kangaroo Mother Care). Grazie al contatto con la madre si favorisce lo sviluppo neurologico, psicologico e fisico del neonato prematuro: nei paesi in via di sviluppo la mortalità neonatale si è ridotta enormemente grazie a questa terapia d’amore.